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Cioccolatitaliani
Un nuovo concetto di gelateria e cioccolateria a Milano
Banco a pozzetti, laboratorio a vista con macchine verticali, gelato di alta qualità, cioccolato monorigine, stile e raffinatezza.
Il gelato di Cioccolatitaliani nasce dalla semplicità delle ricette tradizionali, fatte di ingredienti naturali e di alta qualità, bilanciati con la sapienza di un maestro artigiano.
Così come per un’opera d’arte non sono necessari solamente ottimi colori, ma l’ispirazione e la mano dell’artista, per un gelato eccellente gli ingredienti giusti non bastano senza l’abilità nel combinarli in modo equilibrato.
Cioccolatitaliani ha dato molta importanza alla ricerca dell’eccellenza delle materie prime e ha preferito quelle che hanno un forte contatto con il territorio. Dal latte e la panna delle bovine della Val d’Aosta fino alla frutta che viene lavorata al naturale senza additivi o coloranti artificiali.
La provenienza Italiana dei prodotti è un punto fermo, ma è affiancato anche dalla predilezione per quelle colture di alta qualità che non possono, per motivi climatici, essere coltivate da noi.
Dietro ad ogni scelta comunque ci sono motivazioni che partono dal nostro paese. I cioccolati monorigine del Venezuela, del Brasile o di Sao Tomé vengono selezionati e lavorati artigianalmente in Italia dalle mani esperte del nostro maestro cioccolatiere di riferimento.
Il caffè è selezionato e tostato secondo nostre direttive in modo da ottenere un prodotto unico ed inimitabile.
Perché il gelato è così importante?
Possiamo definire il gelato un’opera d’arte?
In realtà il gelato è qualcosa di più complesso di un’opera d’arte tradizionalmente statica, che la si può solo guardare o toccare con le mani, esso è infatti mutevole nella sua forma.
La sua complessità percettiva coinvolge non soltanto la vista e il tatto, ma anche il gusto e in parte l’olfatto. Inoltre le sensazioni tattili sono amplificate dal coinvolgimento dei ricettori che sono presenti all’interno della nostra bocca.
Strutturalmente il gelato è composto da una triplice forma in una matrice acquosa:
1. è una schiuma, perché contiene bolle d’aria;
2. è un’emulsione, perché contiene minuscole sfere di grasso;
3. è una sospensione, perché contiene piccoli cristalli di ghiaccio, proteine e fibre.
Il tutto tenuto ad una temperatura negativa (tra i -12°C e i -18°C).
Si può intuire quindi la difficoltà di mantenere stabile nel tempo gli equilibri di un prodotto così delicatamente strutturato.
Il gelato tradizionale, prodotto artigianalmente, senza conservanti o grassi idrogenati andrebbe consumato fresco, come il latte, nell’arco dei tre giorni.
Non si tratta di una motivazione igienica (essendo a temperature sottozero la sua conservazione organolettica è molto lunga) quanto strutturale, in quanto così si può godere al massimo la sua testura (dall’inglese texture – purtroppo non esiste un equivalente italiano).
Inoltre la sua conservazione andrebbe fatta utilizzando un freddo uniforme e statico, possibilmente al riparo dalla luce e dalle correnti d’aria. Ecco un altro motivo per il quale Cioccolatitaliani ha preferito conservare il suo gelato nel banco a pozzetti.
La produzione con l’utilizzo delle macchine verticali e l’estrazione manuale tramite il remo è non solo un romantico ritorno al passato, ma cela motivazioni tecniche ben precise.
Nei mantecatori a cilindro verticale il movimento dell’agitatore meccanico è lento e permette l’inglobamento dell’aria nel prodotto in modo naturale, continuo e costante.
Tale processo delicato aiuta inoltre ad ottenere una struttura più elastica delle proteine che rendono il prodotto più adatto al servizio tramite la paletta per la realizzazione dell’effetto “ricciolo” o “turbante” sul cono.
Sempre grazie alla lavorazione con la macchina verticale si possono realizzare sapori che includono pezzi grandi, che i moderni mantecatori orizzontali non permettono, come ad esempio la stracciatella, le nocciole all’interno del bacio, e così via. |